lunedì 5 febbraio 2007

Week end in montagna


Venerdì 2 febbraio siamo partiti io, Alessio e dei colleghi alla volta del Trentino Alto Adige per fare un’immersione sotto i ghiacci.
In particolare il Lago Smeraldo in questo periodo dell’anno è ghiacciato e i sub organizzano delle immersioni sotto il ghiaccio. Dal momento che Alessio ha la muta stagna può fare questo tipo di immersione senza soffrire troppo il freddo, a differenza mia che ho ancora la muta umida e fare un’immersione in un lago dove la temperatura è 2 gradi e fuori è almeno 0 gradi, non è pensabile.
Ritornando al mio resoconto.
Venerdì partiamo alle 10.30 da Roma alla volta della meta, ci fermiamo a mangiare in autogrill e poi verso le 18 arriviamo alla meta.
Una doccia velocissima in hotel e poi andiamo a mangiare in un posto caratteristico del luogo, non vi dico le prelibatezza che abbiamo mangiato!
Bene, a mezzanotte siamo già a letto! Domani il grande evento!
Alle 09.15 arriviamo sul luogo di immersione.
Provo a spiegare un pò come avveniva la cosa.
Immaginatevi un laghetto ghiacciato. In cui lo strato di ghiaccio è spesso 40cm. La protezione civile, venerdì, ha effettuato tre buchi di forma quadrata del lato di 3mt circa. Gli organizzatori hanno piantato dei chiodi da ghiaccio vicino i tre buchi, legato delle sagole (corde, simili alle cime delle barche) una sagola partiva da un buco e arriva ad un altro buco, e così a catena. In modo che, ogni buco era collegato tramite una sagola con il buco successivo.
Arrivati, si è tenuto un piccolo briefing in cui l’istruttore spiegava a coloro che si immergevano per la prima volta cosa fare.
In pratica, si scende in coppia, la coppia ha una sagola con tre ganci, uno a ciascuna delle estremità e un altro gancio al centro, i due ganci all’estremità vengono agganciati al jacket dei due rispettivi sub e quello al centro invece viene agganciato alla sagola che collega un buco con un altro. Quindi i sub, entrano dal primo buco, si agganciano i ganci ai jacket e il gancio centrale alla sagola, vanno giù fanno il tratto da un buco all’altro, risalgono, facendo attenzione di tenere l’attrezzatura in acqua per evitare che si ghiacci, sganciano il gancio centrale e lo riagganciano alla sagola che collega il secondo buco con il terzo e così pure dal terzo al primo buco.
È tutto organizzato per garantire la sicurezza dei sub!
Arriva il turno di Alessio e di un nostro collega. Sono entrambi un pò eccitati, io un pò preoccupata, perchè per entrare nel buco si scivola, e cadere con una bombola sulle spalle non è mai bello. Fanno un’immersione (un giro completo tra i tre buchi) escono entrambi eccitatissimi.. E non pensano di farne un secondo.
Si svestono andiamo a fare un giro vicino al laghetto dove c’è una cascata artificile molto bella. Poi però Alessio decide di fare almeno un altro giro, così entrambi si rivestono e ne fanno un altro! Alla fine poi non vogliono proprio uscire dall’acqua e ne fanno ancora un altro.
Dev’essere stata una cosa fantastica e come si dice a Roma io ho proprio “rosicato” a stare all’asciutto! L
Finite queste altre due immersioni si cambiano e io e Alessio abbiamo la splendida idea di pattinare sullo stesso lago. Beh io non avevo mai pattinato in vita mia, il lago era senza balaustra e per farla breve, sono caduta con la conseguenza che mi slogata la caviglia destra!
Quindi Ale continua a pattinare e io lo guardo. Dopo un pò torniamo in albergo, io mi riposo, e poi andiamo a mangiare. Altre prelibatezze.
La notte tra sabato e domenica non ho dormito moltissimo, dato il dolore al piede.
Domenica ci alziamo ci incontriamo con gli altri per la colazione e poi alle 10.40 partiamo alla volta di Roma. Arriviamo per le 18 a casa nostra, ci laviamo e poi cena.
È stato un bellissimo weekend. E questa mattina alzarsi per venire a lavoro non è stato facile :P

1 commento:

  1. Che belle foto Lisanna!
    Bei paesaggi senz'altro da scrappare. :0)

    Piacere di "conoscerti" ... passa a trovarmi sul mio blog!

    Giulia

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